Alta congiuntura per profeti

La produzione di «studi scientifici» sui vantaggi che la Svizzera trarrebbe dall’assoggettamento alle decisioni di Bruxelles, sta assumendo dimensioni inflazionistiche.

  • 18.12.2015, 00:00
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La Danimarca indica la via

I funzionari di Bruxelles hanno condotto l’euro al precipizio. Dal sovraindebitamento di diversi Stati membri dell’UE causato, per negligenza o anche consapevolmente, dai funzionari e dai leader politici non si vede alcuna via d’uscita.

  • 18.12.2015, 00:00
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«Giudici stranieri» in contrasto con la sovranità

A metà novembre, due parlamentari PPD si sono informati in Lussemburgo circa le modalità di funzionamento della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) da un lato, e della Corte di giustizia dell’AELS dall’altro.   

  • 02.12.2015, 17:14
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Il Consiglio federale s’inchina a Bruxelles

Nella Basler Zeitung è recentemente apparso un commento rivelatore, circa la politica della Berna federale, priva di profilo, fatta di parole vuote e di sistematico cedimento alle dispotiche pretese di Bruxelles.

  • 24.11.2015, 13:27
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Schengen/Dublino sono morti

L’accordo di Schengen creato dall’UE aveva per scopo la totale abolizione dei controlli alle frontiere fra tutti gli Stati dell’UE. A questo scopo le frontiere esterne dell’UE sarebbero dovute essere protette rigorosamente con un o sforzo comune contro l’immigrazione illegale. Messo per la prima volta seriamente alla prova nel 2015, il sistema di Schengen è collassato in pochi giorni.

  • 17.09.2015, 00:00
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«Diritto UE dinamico» - pericolosissimo per la Svizzera!

Per l’evoluzione o la modifica dell’accordo di Schengen, nell’UE valgono le norme del cosiddetto «diritto dinamico». In altre parole, ciò che l’apparato UE di Bruxelles modifica dell’accordo di Schengen, deve essere obbligatoriamente ripreso da tutti gli Stati aderenti al trattato. Ciò tocca anche la Svizzera, che ha aderito al trattato nell’ambito di un accordo bilaterale. 

  • 17.09.2015, 00:00
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Essere o non essere per la Svizzera?

Il Consiglio federale e le associazioni economiche svizzere scongiurano il pubblico: gli accordi bilaterali con l’UE sarebbero per la Svizzera una questione vitale, essere o non essere. Le cifre sulle effettive relazioni economiche fra la Svizzera e l’UE indicano tuttavia ben altro.

  • 03.09.2015, 00:00
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Accordo-quadro: Non un rinnovamento, bensì la distruzione della via bilaterale

Il Consiglio federale scongiura il pubblico di riconoscere l’accordo-quadro perentoriamente preteso da Bruxelles con l’obiettivo di un’«integrazione istituzionale» della Svizzera nelle strutture dell’UE, quale «rinnovamento della via bilaterale» con l’UE e di approvarlo. Esso inganna così il pubblico:  lo scopo dell’accordo-quadro preteso da Bruxelles non è un rinnovamento, bensì la distruzione della via bilaterale, mediante la sottomissione di una Svizzera privata di qualsiasi diritto di partecipazione ai processi  decisionali di Bruxelles.

  • 03.09.2015, 00:00
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Strana nomina - trattative senza un obiettivo

Poche settimane fa, il Consiglio federale ha nominato il segretario di Stato Jacques de Watteville «Capo-negoziatore» in tutte le questioni pendenti con l’UE. Ma un omologo presso la controparte, questo capo-negoziatore non ce l’ha. E le competenze che Berna affida al nuovo capo-negoziatore, generano soprattutto confusione.

  • 03.09.2015, 00:00
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Monaco quale modello?

In un articolo pubblicato il 1° settembre, la NZZ loda il celere procedere dei negoziati di Bruxelles con i «mini-Stati» Monaco, San Marino e Andorra in vista di un accordo-quadro che dovrebbe definire l’«integrazione istituzionale» di questi tre piccoli Stati nell’UE.

  • 03.09.2015, 00:00
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La libera circolazione delle persone aumenta la disoccupazione

In uno studio sul mercato del lavoro, recentemente pubblicato dal Konjunkturforschungsstelle KOF dell’ETH di Zurigo, il già mister prezzi e consigliere nazionale PS Rudolf Strahm, arriva alla conclusione che l’istituzionalizzazione della libera circolazione delle persone fra l’UE e la Svizzera, è responsabile dell’aumento della disoccupazione in Svizzera.

  • 20.08.2015, 00:00
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Il Consiglio federale nomina il capo-negoziatore

Da una parte, il Consiglio federale si lamenta che l’UE si chiude su una “soluzione-pacchetto” di tutte le questioni pendenti fra Berna e Bruxelles. Dall’altra, per questa “soluzione-pacchetto”, nomina un “capo-negoziatore” svizzero nella persona dell’ambasciatore Jacques de Watteville. A quest’ultimo manca però un interlocutore negoziale a Bruxelles. Deve condurre delle “trattative” che, apparentemente, la controparte non è pronta a intraprendere.

  • 20.08.2015, 00:00
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Frontiere esterne dell’UE spalancate verso i Balcani

Il crollo di qualsiasi controllo delle frontiere esterne dell’UE sul Mediterraneo è divenuto un dato di fatto percepibile al pubblico. Che l’immigrazione illegale in Europa stia aumentando in modo esplosivo anche attraverso la cosiddetta “via dei Balcani”, negli ultimi giorni è diventato evidente.

  • 20.08.2015, 00:00
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Bancarotta rimandata, ma il problema rimane irrisolto

In merito al sovraindebitamento greco, i capi di Stato dei paesi UE hanno sì rimandato ancora una volta la bancarotta dello Stato greco mediante un compromesso. Ma il problema del sovraindebitamento della Grecia non è stato assolutamente risolto. Ogni paese membro dell’UE ne è profondamente colpito.

  • 20.08.2015, 00:00
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I raccolti marcivano, prima?

Jan Atteslander, direttore del commercio estero nell’associazione economica svizzera più importante, economiesuisse, si batte per un’apertura illimitata delle frontiere, affinché «l’economia» possa assumere ancora più manodopera estera. Sul fatto che ciò contribuirebbe all’esplosione dei costi dell’aiuto sociale, tace accuratamente.

  • 20.08.2015, 00:00
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Quando regna lo “stecchetto”

L’annuncio di diversi miliardari di mettere parecchi milioni a disposizione per la battaglia volta a un ulteriore avvicinamento della Svizzera all’UE è di poche settimane fa.

  • 20.08.2015, 00:00
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Bruxelles detta la „soluzione-pacchetto“

A seguito della volontà espressa da parte di Bruxelles, il Consiglio federale intende collegare l’accordo-quadro volto all‘«integrazione istituzionale» della Svizzera nelle strutture dell’UE e le relative questioni pendenti sulla libera circolazione delle persone - se possibile con un accordo sulla ricerca, uno sull’energia e uno sulle prestazioni finanziarie. Così si è espresso il consigliere federale Burkhalter. Cosa risulterebbe da tale «strategia-pacchetto»?

  • 23.07.2015, 00:00
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Rudolf Strahm su possibili minacce di rescissione

In un notevole articolo nel «Tages-Anzeiger», l’ex-consigliere nazionale e sorvegliante dei prezzi, Rudolf Strahm, si è occupato delle tattiche utilizzate da Bruxelles nei negoziati con la Svizzera. Riteneva possibile che l’UE potesse minacciare la rescissione degli accordi bilaterali. Ma non ci si dovrebbe attendere una rescissione effettiva.   

  • 23.07.2015, 00:00
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Dublino è morto e Schengen è morto

L’accordo di Schengen stipulato all’interno dell’UE prevedeva l’abolizione dei controlli alle frontiere fra gli Stati firmatari. Di questi Stati fa parte anche la Svizzera. Invece delle frontiere interne, devono essere sorvegliate più accuratamente le frontiere esterne dell’UE, impedendo così l’immigrazione illegale. 

  • 23.07.2015, 00:00
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L’FMI chiede la cancellazione del debito per la Grecia

L’UE aveva appena approntato il suo pacchetto d’aiuto alla Grecia, che già la responsabile del Fondo monetario internazionale (FMI), Christine Lagarde, pugnalava Bruxelles alla schiena. Chiede la totale cancellazione del debito greco. La Svizzera è impegnata nei confronti dell’FMI per circa quindici miliardi di franchi.

  • 23.07.2015, 00:00
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