Essere o non essere per la Svizzera?

Il Consiglio federale e le associazioni economiche svizzere scongiurano il pubblico: gli accordi bilaterali con l’UE sarebbero per la Svizzera una questione vitale, essere o non essere. Le cifre sulle effettive relazioni economiche fra la Svizzera e l’UE indicano tuttavia ben altro.

  • 03.09.2015, 00:00
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Accordo-quadro: Non un rinnovamento, bensì la distruzione della via bilaterale

Il Consiglio federale scongiura il pubblico di riconoscere l’accordo-quadro perentoriamente preteso da Bruxelles con l’obiettivo di un’«integrazione istituzionale» della Svizzera nelle strutture dell’UE, quale «rinnovamento della via bilaterale» con l’UE e di approvarlo. Esso inganna così il pubblico:  lo scopo dell’accordo-quadro preteso da Bruxelles non è un rinnovamento, bensì la distruzione della via bilaterale, mediante la sottomissione di una Svizzera privata di qualsiasi diritto di partecipazione ai processi  decisionali di Bruxelles.

  • 03.09.2015, 00:00
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Strana nomina - trattative senza un obiettivo

Poche settimane fa, il Consiglio federale ha nominato il segretario di Stato Jacques de Watteville «Capo-negoziatore» in tutte le questioni pendenti con l’UE. Ma un omologo presso la controparte, questo capo-negoziatore non ce l’ha. E le competenze che Berna affida al nuovo capo-negoziatore, generano soprattutto confusione.

  • 03.09.2015, 00:00
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Monaco quale modello?

In un articolo pubblicato il 1° settembre, la NZZ loda il celere procedere dei negoziati di Bruxelles con i «mini-Stati» Monaco, San Marino e Andorra in vista di un accordo-quadro che dovrebbe definire l’«integrazione istituzionale» di questi tre piccoli Stati nell’UE.

  • 03.09.2015, 00:00
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La libera circolazione delle persone aumenta la disoccupazione

In uno studio sul mercato del lavoro, recentemente pubblicato dal Konjunkturforschungsstelle KOF dell’ETH di Zurigo, il già mister prezzi e consigliere nazionale PS Rudolf Strahm, arriva alla conclusione che l’istituzionalizzazione della libera circolazione delle persone fra l’UE e la Svizzera, è responsabile dell’aumento della disoccupazione in Svizzera.

  • 20.08.2015, 00:00
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Il Consiglio federale nomina il capo-negoziatore

Da una parte, il Consiglio federale si lamenta che l’UE si chiude su una “soluzione-pacchetto” di tutte le questioni pendenti fra Berna e Bruxelles. Dall’altra, per questa “soluzione-pacchetto”, nomina un “capo-negoziatore” svizzero nella persona dell’ambasciatore Jacques de Watteville. A quest’ultimo manca però un interlocutore negoziale a Bruxelles. Deve condurre delle “trattative” che, apparentemente, la controparte non è pronta a intraprendere.

  • 20.08.2015, 00:00
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Frontiere esterne dell’UE spalancate verso i Balcani

Il crollo di qualsiasi controllo delle frontiere esterne dell’UE sul Mediterraneo è divenuto un dato di fatto percepibile al pubblico. Che l’immigrazione illegale in Europa stia aumentando in modo esplosivo anche attraverso la cosiddetta “via dei Balcani”, negli ultimi giorni è diventato evidente.

  • 20.08.2015, 00:00
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Bancarotta rimandata, ma il problema rimane irrisolto

In merito al sovraindebitamento greco, i capi di Stato dei paesi UE hanno sì rimandato ancora una volta la bancarotta dello Stato greco mediante un compromesso. Ma il problema del sovraindebitamento della Grecia non è stato assolutamente risolto. Ogni paese membro dell’UE ne è profondamente colpito.

  • 20.08.2015, 00:00
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I raccolti marcivano, prima?

Jan Atteslander, direttore del commercio estero nell’associazione economica svizzera più importante, economiesuisse, si batte per un’apertura illimitata delle frontiere, affinché «l’economia» possa assumere ancora più manodopera estera. Sul fatto che ciò contribuirebbe all’esplosione dei costi dell’aiuto sociale, tace accuratamente.

  • 20.08.2015, 00:00
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Quando regna lo “stecchetto”

L’annuncio di diversi miliardari di mettere parecchi milioni a disposizione per la battaglia volta a un ulteriore avvicinamento della Svizzera all’UE è di poche settimane fa.

  • 20.08.2015, 00:00
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Bruxelles detta la „soluzione-pacchetto“

A seguito della volontà espressa da parte di Bruxelles, il Consiglio federale intende collegare l’accordo-quadro volto all‘«integrazione istituzionale» della Svizzera nelle strutture dell’UE e le relative questioni pendenti sulla libera circolazione delle persone - se possibile con un accordo sulla ricerca, uno sull’energia e uno sulle prestazioni finanziarie. Così si è espresso il consigliere federale Burkhalter. Cosa risulterebbe da tale «strategia-pacchetto»?

  • 23.07.2015, 00:00
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Rudolf Strahm su possibili minacce di rescissione

In un notevole articolo nel «Tages-Anzeiger», l’ex-consigliere nazionale e sorvegliante dei prezzi, Rudolf Strahm, si è occupato delle tattiche utilizzate da Bruxelles nei negoziati con la Svizzera. Riteneva possibile che l’UE potesse minacciare la rescissione degli accordi bilaterali. Ma non ci si dovrebbe attendere una rescissione effettiva.   

  • 23.07.2015, 00:00
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Dublino è morto e Schengen è morto

L’accordo di Schengen stipulato all’interno dell’UE prevedeva l’abolizione dei controlli alle frontiere fra gli Stati firmatari. Di questi Stati fa parte anche la Svizzera. Invece delle frontiere interne, devono essere sorvegliate più accuratamente le frontiere esterne dell’UE, impedendo così l’immigrazione illegale. 

  • 23.07.2015, 00:00
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L’FMI chiede la cancellazione del debito per la Grecia

L’UE aveva appena approntato il suo pacchetto d’aiuto alla Grecia, che già la responsabile del Fondo monetario internazionale (FMI), Christine Lagarde, pugnalava Bruxelles alla schiena. Chiede la totale cancellazione del debito greco. La Svizzera è impegnata nei confronti dell’FMI per circa quindici miliardi di franchi.

  • 23.07.2015, 00:00
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La crisi dell‘UE

Ciò che sta succedendo fra la Grecia e l’UE può essere visto sia come tragedia, sia come commedia. È apparentemente una tragicommedia.

  • 09.07.2015, 00:00
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numes in campagna elettorale

I sostenitori di un’adesione della Svizzera alla fallimentare e traballante Unione europea, si riuniscono notoriamente nel „nuovo movimento europeo svizzero“, abbreviato „numes“.

  • 25.06.2015, 00:00
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Accordo di Dublino: carta straccia

L’accordo di Dublino, valido all’interno dell’UE e al quale la Svizzera ha aderito nel 2004, dovrebbe regolamentare l’accoglienza di rifugiati in tutti i paesi dell’UE.

  • 25.06.2015, 00:00
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Domanda d’adesione all’UE: priva di oggetto?

Quando la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, in autunno 2013, ha discusso il mandato negoziale sull’«integrazione istituzionale» del nostro paese nelle strutture dell’UE, il Consiglio federale è stato incaricato, mediante proposta commissionale, di ritirare definitivamente la richiesta, deposta dalla Svizzera a Bruxelles nel 1992, di avviare dei negoziati d’adesione all’UE. 

  • 25.06.2015, 00:00
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Gli uni si lamentano - altri agiscono

Il «Sonderfall Schweiz» (“Caso particolare Svizzera”) suscita stupore in Europa. Viene espresso, per esempio, in una valutazione della situazione circa lo sviluppo della Svizzera, pubblicata nell’ultima edizione della rivista tedesca d’attualità DER SPIEGEL: in effetti - riassume lo SPIEGEL - con il suo franco forte, la Svizzera dovrebbe andar male. In realtà, la sua economia si dimostra talmente forte da suscitare l’invidia degli estranei. 

  • 11.06.2015, 00:00
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Asilanti o terroristi?

Emergono già i primi casi di terroristi dell’ISIS che, nell’ambito dell’immigrazione di massa, approdano in Europa - e anche in Svizzera. L’UE ha perso il controllo sull’immigrazione. Gli accordi di Schengen e Dublino sono carta straccia

  • 11.06.2015, 00:00
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