Drammatica crisi economica in Italia e Francia

Le manipolazioni della Banca centrale europea (BCE) per indebolire l’euro, si ripercuotono con un crescente divario fra i membri UE più poveri e quelli più ricchi. Italia e Francia calano in misura preoccupante - la Germania diventa sempre più forte.

eu-no.ch INFO del 28.05.2015

Per combattere le conseguenze del sovraindebitamento, la Banca centrale europea indebolisce in continuazione il corso dell’euro mediante l’emissione di cartamoneta. Cosicché, grazie al corso estremamente basso dell’euro per la Germania, si creano maggiori opportunità d’esportazione per il nostro confinante a nord. I frutti di questo successo nell’esportazione vanno tuttavia solo in piccola parte a beneficio della Germania. Una gran parte degli utili realizzati, infatti, deve costantemente essere impiegata per tappare i sempre crescenti buchi debitori dei membri meridionali dell’UE.     

Una statistica recentemente pubblicata dall’OCSE indica infatti che i paesi sovraindebitati dell’UE continuano ad arretrare economicamente. 

Nella classifica del prodotto interno lordo (PIL) degli Stati membri dell’UE, il Lussemburgo è in testa con ampio vantaggio. Seguono l’Austria, l’Irlanda, l’Olanda, la Svezia e la Danimarca. La Germania è al settimo posto. Il suo PIL supera del 23% la media dei PIL dell’intera UE.  

Molto più significative di questa classifica sono però gli spostamenti nella classifica che avvengono a seguito della forza economica. Estonia e Polonia, che dispongono entrambe di un bilancio statale discretamente sano, registrano nell’Unione europea la maggiore ripresa economica. Anche la Germania si situa ancora nel gruppo di testa - conseguenza della citata forza esportatrice molto accentuata, grazie all’indebolimento dell’euro a opera della BCE.

Per contro, registrano gravi cali di rendimento economico l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia - e naturalmente anche la Grecia. Mentre che le tendenze in Inghilterra sembrano perlomeno volersi invertire, il crollo economico dell’Italia si sta invece rivelando particolarmente drammatico. Per ciò che concerne lo sviluppo economico, l’Italia è il fanalino di coda dell’UE. Il PIL italiano si situa oggi al 17% sotto la media dell’UE. Quello della Grecia all’8%, quello della Francia al 7%.   

Da questa classifica risulta chiaro in quali Stati membri Bruxelles è confrontata con problemi veramente terrificanti: in particolare in Italia e in Francia.

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Fonte: www.finanzen100.de

28.05.2015 | 2060 Aufrufe