Nel bollettino UE-NO di oggi trovate due termini estratti dal “Glossario dell’adesione strisciante”, che dimostrano con quali termini rassicuranti il Consiglio federale dissimula le sue vere intenzioni inerenti all’UE.

Se la Svizzera si sottomette unilateralmente per contratto alle sanzioni - eufemisticamente chiamate „misure compensative“ - dell’UE, rinuncia alla sua sovranità, alla sua indipendenza e alla sua autodeterminazione.

eu-no.ch INFO del 30.07.2014

Misure compensative Eufemismo del termine “Sanzioni” (misure punitive).

Nel previsto accordo-quadro fra la Svizzera e l’UE, la Svizzera deve riconoscere la Corte di giustizia dell’UE (CGUE) quale suprema istanza competente e inappellabile a decidere su divergenze d’opinione sull’interpretazione di accordi bilaterali.

Se la Svizzera (per es. a causa di una decisione popolare contraria) non può adottare una decisione della CGUE, e quindi un’interpretazione giuridica della CGUE o in generale non può riprendere (ripresa dinamica) una nuova legge dell’UE, quest’ultima ha ottenuto, con l’espressa approvazione della Svizzera, il diritto di emettere sanzioni (misure punitive, risp. coercitive) contro la Svizzera. Questo è quanto offre il Consiglio federale all’UE nel previsto accordo-quadro. Queste sanzioni devono essere “proporzionate”. Possono essere costituite da multe, dalla denuncia di accordi in vigore (ciò è successo, per esempio, con gli accordi su Erasmus e su Horizon per i programmi di scambio di studenti e per progetti di ricerca) dopo il SÌ del popolo svizzero all’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014). Possono però anche arrivare fino alla rescissione di uno o più accordi bilaterali.

Dall’esperienza risulta che una pubblica presa in considerazione o addirittura una minaccia di sanzioni (misure punitive) da parte di gremi UE ha finora aumentato sensibilmente la “disponibilità ad adeguarsi” di Berna nei confronti delle richieste di Bruxelles.

Poiché il concetto di “sanzioni” in questo contesto ha suscitato delle critiche in Svizzera, oggi il Consiglio federale non lo utilizza più. Al suo posto parla di “misure compensative”, ma intende la stessa cosa: esso accetta un diritto unilaterale dell’UE di disporre delle misure coercitive, risp. punitive contro la Svizzera.

Questa concessione non è in realtà soltanto una riedizione, bensì una netta e arbitraria estensione della cosiddetta clausola-ghigliottina, che dà diritto all’UE di rescindere gli accordi qualora la Svizzera non righi diritto.

 

Accordi bilaterali

Mentre che degli accordi bilaterali vengono normalmente negoziati e conclusi fra partner contrattuali sovrani e di pari diritto, l’UE vuole, mediante il previsto accordo-quadro, ridurre la Svizzera al livello di un suddito, risp. di una colonia, che esegue automaticamente gli ordini di Bruxelles.  

In due pacchetti, la Svizzera ha concordato e messo in vigore nel 2001 sette, e nel 2004 ulteriori nove accordi bilaterali con l’UE.

I sette accordi bilaterali del pacchetto I, stipulati nel 2001, regolano i rapporti fra Svizzera e UE nei seguenti settori:

  1. Libera circolazione delle persone
  2. Ostacoli tecnici al commercio
  3. Appalti pubblici
  4. Agricoltura
  5. Ricerca
  6. Trasporto aereo
  7. Trasporto terrestre

Questi sette accordi sono legati l’uno all’altro dalla cosiddetta clausola-ghigliottina: se la Svizzera rescinde uno dei sette accordi, nello spazio di sei mesi cadono automaticamente tutti gli altri sei accordi bilaterali del pacchetto I.

Nel 2004 sono entrati in vigore ulteriori nove accordi bilaterali con l’UE. Essi regolano quanto segue:

  1. Schengen: sicurezza interna, protezione delle frontiere esterne, totale libera circolazione nello spazio di Schengen
  2. Dublino: Asilo
  3. Fiscalità del risparmio
  4. Prodotti agricoli trasformati
  5. Diritto mediatico
  6. Questioni ambientali
  7. Statistica
  8. Lotta contro la frode
  9. Pensioni

I partner di accordi bilaterali sono degli Stati o strutture statali sovrani. Entrambi i partner contrattuali trattano a pari diritto, allo stesso livello. Ad ambedue le parti spettano gli stessi diritti. Ambedue hanno le stesse condizioni e uguali doveri.

Con gli accordi di Schengen e Dublino, la Svizzera s’impegna inoltre alla ripresa dinamica in tutto il paese delle norme giuridiche UE che derivano da tutti gli accordi bilaterali. 

Ciò significa che, se l’UE decide una modifica o un completamento del diritto concordato fra Berna e Bruxelles che regola Schengen, risp. Dublino, ciò sarà comunicato in via ufficiale alla Svizzera. Questa dovrà quindi adeguare entro sei mesi il diritto svizzero nel quadro di un’attuazione autonoma.

Nell’accordo sul trasporto aereo è stata concordata la ripresa automatica del diritto da parte della Svizzera: tutto ciò che l’UE decide in materia di diritto del trasporto aereo, la Svizzera riprenderlo nella legge elvetica automaticamente e immediatamente.

Il progettato accordo-quadro obbliga la Svizzera alla ripresa automatica di tutte le leggi e decisioni prese dall’UE su temi contemplati da accordi bilaterali o che saranno contemplati in futuro. Viene così abolito il bilateralismo caratterizzato dalla parità di diritti dei partner contrattuali. La Svizzera viene così relegata nella posizione di uno Stato suddito, rispettivamente di colonia.

Il glossario completo dell’adesione strisciante sarà presto scaricabile da www.ue-no.ch.

30.07.2014 | 2004 Aufrufe