Schiaffo ai funzionari UE

I funzionari di Bruxelles hanno condotto l’euro al precipizio. Dal sovraindebitamento di diversi Stati membri dell’UE causato, per negligenza o anche consapevolmente, dai funzionari e dai leader politici non si vede alcuna via d’uscita.

Schengen, pezzo forte dei funzionari di Bruxelles, è di fatto abrogato; più nessuna traccia di controllo delle frontiere esterne dell’UE. L’immigrazione in massa di milioni di persone si sta riversando sull’Europa.

Solo una cosa sembra ancora funzionare a Bruxelles: i salari (esagerati) e le indennità che i funzionari hanno concesso a sè stessi continuano allegramente a essere loro versati – nonostante i fallimenti dell’UE su tutti i punti cruciali, nonostante le casse tragicamente vuote. 

Sarà capito dagli apparati UE lo schiaffo che a Bruxelles hanno appena ricevuto dai cittadini danesi? Si prenderanno la briga di considerare le discussioni che hanno avuto luogo in Danimarca prima e dopo il verdetto popolare? Queste discussioni – si trattava della partecipazione danese all’istituto di ricerca di criminali Europol – sono state estremamente interessanti. Sia i bisogni della popolazione, sia i fallimenti di Bruxelles, sono stati in quell’occasione rivelati in tutta chiarezza.

Che la ricerca dei criminali in collaborazione con gli Stati vicini, tramite investigatori istruiti nella lotta alla criminalità sia inevitabile, è stato sottolineato in Danimarca sia dai fautori del SÌ che da quelli del NO che si sono espressi a favore di una «più stretta collaborazione con Bruxelles» (così diceva la proposta in votazione). Contestato era solo il ruolo dei funzionari di Bruxelles che, in materia di ricerca di criminali, non producono nulla ma che, mediante una vasta regolamentazione burocratica della ricerca transfrontaliera dei criminali, volevano ritagliarsi una grossa fetta della torta rappresentata dal denaro pubblico promesso per l’operazione. L’apparato di Bruxelles vive unicamente di tali «tributi fiscali». Ma proprio questo dirottamento di denaro a favore di una burocrazia improduttiva è ciò che apparentemente i Danesi non sono più disposti a tollerare. Una ricerca transfrontaliera mirata è ampiamente sostenuta, ma la burocratizzazione produttrice di soli oneri di questo compito assolutamente no. Così suona la decisione nell’urna presa dai Danesi.

Ci sarà a Bruxelles – e nei governi dei paesi europei – almeno qualche singolo esponente che sappia interpretare nel modo giusto il verdetto danese?

18.12.2015 | 2897 Aufrufe