La dismisura del sovraindebitamento greco

L’esperto di diritto pubblico zurighese René Zeyer, ha recentemente rivelato la dismisura del sovraindebitamento della Grecia.

Newsletter edizione 21.04.2015

Ufficialmente il governo greco dichiara un debito pubblico dell’ordine di 320 miliardi di euro. Se si includessero gli obblighi pensionistici vincolanti dello Stato, imposti dal sistema sociale greco, nei con fronti degli abitanti del paese, il debito pubblico greco s’innalzerebbe ad addirittura 1'500 miliardi di euro. Ciò corrisponde a nove volte l’importo annuale del rendimento economico globale della Grecia. Conclusione di Zeyer: «Più al verde di così non c’è nessuno».

Da molto tempo il sovraindebitamento paralizza l’economia in quasi tutti i paesi dell’UE. Perché è chiaro a qualsiasi investitore: dai debiti di oggi risulteranno ulteriori aggravi fiscali domani! A questo concetto si deve il fatto che gli investitori internazionali evitino la sovraindebitata Grecia.

E tuttavia, politologi locali, ideologi, politici di professione e funzionari di associazioni vogliono far credere che l’”integrazione istituzionale” della Svizzera nel gravemente sovraindebitato apparato UE preluda anche per il nostro paese al successo economico.

Da dove dovrebbe provenire questo presunto successo rimane tuttavia un mistero. Una cosa è per contro sicura: non appena l’«integrazione istituzionale» della Svizzera nell’UE avesse luogo, il nostro paese - praticamente l’unico Stato d’Europa con un bilancio statale ancora più o meno integro - diventerebbe subito la vacca da mungere della sovraindebitata Europa. 

Ciò perché l’«integrazione istituzionale» della Svizzera esigerebbe la cessione a Bruxelles della sua competenza legislativa in tutti i settori toccati da un accordo bilaterale. Oltre a ciò, la Svizzera dovrebbe sottomettersi alla Corte di giustizia dell’UE la quale, qualora Berna si mostrasse recalcitrante ad adottare le disposizioni di Bruxelles, potrebbe addirittura emettere unilateralmente sanzioni, quindi misure punitive, nei confronti del nostro paese.   

Il cosiddetto «accordo-quadro», che dovrebbe condurre la Svizzera all’«integrazione istituzionale» nelle strutture dell’UE, è in realtà un accordo di sottomissione. La Svizzera non sarebbe più un partner contrattuale bilaterale e a pari diritti di Bruxelles, ma cadrebbe al livello colonia, di suddita.

 

Fonte: «Basler Zeitung», 9 aprile 2015

21.04.2015 | 6602 Aufrufe