Immigrazione di massa: l’UE si rivela incapace di agire

L’accordo di Schengen stipulato all’interno dell’UE prevedeva l’abolizione dei controlli alle frontiere fra gli Stati firmatari. Di questi Stati fa parte anche la Svizzera. Invece delle frontiere interne, devono essere sorvegliate più accuratamente le frontiere esterne dell’UE, impedendo così l’immigrazione illegale. 

eu-no.ch INFO del 23.07.2015

Via Mediterraneo è in atto una migrazione di massa verso l’Europa mai vista prima. La difesa delle frontiere esterne di Schengen è completamente crollata. Da mesi, per l’UE, la messa in sicurezza delle frontiere esterne non è più una priorità. Imbelli di fronte all’immigrazione di massa, nell’UE si litiga ormai solo sulla ripartizione degli immigranti clandestini fra i diversi Stati UE. Schengen è evidentemente morto.   

In stretto collegamento con l’accordo di Schengen, gli Stati UE si sono poi uniti nel cosiddetto accordo di Dublino. Questo dovrebbe regolamentare l’asilo a livello europeo. L’accordo prevede che il primo Stato aderente all’accordo, nel quale il richiedente l’asilo è entrato, è responsabile dell’attuazione della procedura d’asilo. Se un richiedente l’asilo registrato deposita la domanda in un altro Stato aderente all’accordo di Dublino, può essere      senza ulteriori formalità rinviato al paese di primo asilo - fino alla conclusione della procedura d’asilo. 

Anche Dublino, a causa dell’afflusso in massa di clandestini dal Nordafrica, è ormai lettera morta. L’Italia rifiuta fin dall’inizio la registrazione regolamentare degli asilanti. Fa passare di nascosto gli immigranti clandestini verso i paesi confinanti, in particolare Francia e Austria, il che ha portato a misure d’emergenza sotto forma di chiusura delle frontiere, rispettivamente sospensione di qualsivoglia procedura d’asilo. Anche Danimarca, Ungheria, Cechia e altri Stati-UE hanno adottato recentemente delle misure di protezione volte a impedire l’immigrazione illegale di massa.

Appare anche che il cosiddetto rinvio senza ulteriori formalità di richiedenti verso il paese di primo funziona sempre meno. Secondo l’accordo di Dublino, la Svizzera sarebbe stata autorizzata nel 2014 a rinviare in totale 14'900 immigranti clandestini al loro paese di primo asilo. Ma soltanto nei confronti del 38% di questi clandestini è stata dichiarata la disponibilità alla ripresa da parte dei paesi di primo asilo. Nel 35% dei casi la richiesta è stata respinta, nel 16% dei casi ha rinunciato la Svizzera stessa. Dei 14'900 potenziali immigranti clandestini, solo 2'638 hanno potuto effettivamente essere espulsi. 

Appare ridicolo, se si pensa che, nello stesso periodo di tempo, sono state trasmesse alla Svizzera 4'041 richieste di ripresa di asilanti. 1'801 persone sono riuscite, con questo sistema, a rimanere in Svizzera.  

Bisogna essere chiari: la Svizzera ha delle frontiere esterne di Schengen, di fatto solo nei suoi aeroporti internazionali. Tutti i suoi Stati confinanti aderiscono al trattato di Dublino. Anche questa chiara sproporzione delle cifre dimostra che Dublino è stato fin dall’inizio una pura teoria inventata dai burocrati di Bruxelles. In realtà Dublino è morto.

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23.07.2015 | 1871 Aufrufe