L’immigrazione di massa continua senza sosta

A seguito della volontà espressa da parte di Bruxelles, il Consiglio federale intende collegare l’accordo-quadro volto all‘«integrazione istituzionale» della Svizzera nelle strutture dell’UE e le relative questioni pendenti sulla libera circolazione delle persone - se possibile con un accordo sulla ricerca, uno sull’energia e uno sulle prestazioni finanziarie. Così si è espresso il consigliere federale Burkhalter. Cosa risulterebbe da tale «strategia-pacchetto»?

eu-no.ch INFO del 23.07.2015

Apparentemente, sta diventando usuale che il Consiglio federale non prenda alcuna decisione importante inerente ai rapporti della Svizzera con l’UE, se non previa consultazione e approvazione del presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker. Così è perlomeno successo prima che il Consiglio federale rendesse pubblica, il 24 giugno 2015, la sua intenzione di presentare al Parlamento tutte le questioni attualmente in sospeso con l’UE nell’ambito di una cosiddetta “soluzione-pacchetto”, e più tardi anche al popolo un’unica proposta globale.   

L’auspicato «accordo-quadro» esige dalla Svizzera abbia a riprendere automaticamente tutte le decisioni, le leggi e le ordinanze dell’UE nei settori contemplati negli oltre 100 accordi bilaterali stipulati fra Berna e Bruxelles. A ciò, la Svizzera si è già vincolata concludendo nel maggio 2013 dei pre-negoziati. Altrettanto per ciò che riguarda il riconoscimento della Corte di giustizia dell’UE quale istanza suprema e inappellabile in caso di divergenze d’opinione fra Bruxelles e Berna sull’interpretazione degli accordi.

La conseguenza più drastica per la Svizzera di questa regolamentazione è chiara: la libera circolazione delle persone è regolata in un accordo bilaterale. Perciò, se l’accordo-quadro andrà in  porto, ogni legislazione su questioni d’immigrazione sarà da Berna ceduta a Bruxelles. Di fatto, diverrebbe competenza di Bruxelles “applicare” il NO espresso il 9 febbraio 2014 da popolo e cantoni all’immigrazione di massa - senza dubbio sotto forma di annullamento di fatto di questa decisione!

Per dissimulare questa cessione di competenze, questa rinuncia alla sovranità da parte della Svizzera, il Consiglio federale vuole simultaneamente sottoporre al popolo certi accordi sull’utilizzo dell’energia, su questioni di ricerca, su prestazioni d’aiuto allo sviluppo agli Stati est-europei (cosiddetti “pagamenti di coesione”), come pure delle questioni inerenti a prestazioni finanziarie. Queste sarebbero presentate come talmente “vantaggiose”, che il popolo - secondo le aspettative del Consiglio federale - sarebbe disposto a ingoiare il rospo della cessione di sovranità su questioni d’immigrazione. 

Tale procedura del Consiglio federale ha apparentemente ricevuto la luce verde dal presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker. La Svizzera deve prendere conoscenza: la Berna federale agisce mano nella mano con i massimi funzionari dell’UE, per esautorare il popolo svizzero in materia d’immigrazione. 

us

Fonti:

«NZZ am Sonntag, 28 giugno 2015

Discorso del consigliere federale Didier Burkhalter del 25 giugno 2015 (in occasione del nono Swissmem-Industrietag)»

23.07.2015 | 2649 Aufrufe