«Bruegel» la nuova parola magica di Bruxelles

Attualmente sta ottenendo nei media grandi lodi uno studio effettuato da esponenti UE. Perché questo nuovo studio propone la partecipazione al mercato interno dell’UE anche di quegli Stati che non sono disposti ad accettare la libera circolazione delle persone. 

Un gruppo di cinque autori capitanati da Guntram Wolff, Direttore del «Think Tank» brussellese «Bruegel», ha presentato a fine agosto ai gremi dell’UE una proposta per un nuovo ente giuridico denominato «Partenariato continentale» (PC) – quale nuovo organo interno dell’UE.

La richiesta principale

La NZZ (29 agosto 2016) caratterizza questo «concetto Bruegel» con le seguenti parole:

«Riassunto in breve, il «Partenariato continentale» apparirebbe così: i paesi aderenti della cerchia esterna parteciperebbero a tre elementi del mercato interno, ossia alla libera circolazione delle merci, di beni e servizi e di capitali. Essi sarebbero esentati dal quarto elemento, la libera circolazione delle persone.»

Lo studio viene già celebrato con grandi parole nei media, come una specie di svolta verso una nuova unità dell’UE – colmando i fossati creatisi dagli attuali atteggiamenti nei confronti della libera circolazione delle persone.

Naturalmente può essere considerato un passo avanti, che non più tutti i funzionari dell’UE si attengano ostinati e inflessibili al concetto della libera circolazione delle persone, da quando il malumore sta palesemente crescendo in diversi Stati membri a causa delle conseguenze che questa provoca, mettendo in gravi difficoltà tutta una serie di governi, anche di paesi membri importanti. Sarebbe tuttavia irresponsabile, sulla base di questi segnali di progresso, trascurare l’analisi accurata di tutti i dettagli della proposta Bruegel.

Un alto prezzo

Ogni paese membro, ma anche gli Stati finora non membri dell’UE, che volessero d’ora innanzi aderire solo a questo «Partenariato continentale» (PC), per la loro liberazione dal corsetto della libera circolazione delle persone dovrebbero pagare un prezzo certamente non insignificante.

Nel citato articolo, la NZZ descrive come segue, questo prezzo da pagare da parte dei membri del solo PC:

«Obbligatoriamente, i contributi di questi Stati nel bilancio dell’UE, andrebbero fra l’altro a co-finanziare la politica di coesione che dovrebbe facilitare i paesi più deboli a recuperare lo svantaggio sul mercato interno. Si dovrebbe inoltre mirare a una stretta cooperazione in altri settori, come la politica estera, la sicurezza e, eventualmente, la difesa.»

E più oltre:

«Gli Stati della cerchia esterna dovrebbero adottare il diritto del mercato interno UE (salvo la libera circolazione). In contropartita verrebbe loro riconosciuto un diritto di consultazione: prima della promulgazione formale di nuove norme del mercato interno da parte del Consiglio dei ministri (gremio degli Stati-UE) e del Parlamento UE, queste sarebbero discusse in un Consiglio del PC, nel quale sarebbero rappresentati tutti gli Stati partecipanti. I membri dell’UE s’impegnerebbero politicamente a tenere conto delle opinioni ivi espresse. In caso di dissenso, tuttavia, l’ultima parola spetterebbe all’UE.

Secondo Wolff, la sorveglianza dell’osservanza delle norme del mercato interno da parte degli Stati terzi partecipanti spetterebbe certamente alla Commissione UE, tuttavia il documento non tratta ancora tali questioni in dettaglio. In caso di litigi, gli autori s’immaginerebbero l’appello alla Corte di giustizia UE in un gremio allargato – che includa giudici degli Stati terzi.»

Analogamente all’«accordo-quadro»

Condizioni e norme che non dovrebbero apparire del tutto sconosciute ai lettori svizzeri: l’UE vuole imporre agli Stati PC le stesse condizioni oggetto delle trattative che da oltre due anni si stanno svolgendo sull’accordo-quadro con l’UE.

L’UE concede agli Stati che espressamente lo desiderano l’esenzione dalla libera circolazione delle persone. D’altro canto pretende però dagli Stati che approfittano di questa offerta, niente di meno dell’«integrazione istituzionale» nel meccanismo dei processi legislativi in vigore nell’UE. I membri del PC esentati dalla libera circolazione delle persone sarebbero subordinati a una a tutte le convenzioni dell’UE, una sorta di appartenenza obbligatoria. Una vera co-partecipazione, un’autentica co-decisione, non sarebbero loro concesse. Sarebbero però tenuti a pagare i contributi esattamente come i membri UE a pieno titolo.

Chi esamina seriamente questa offerta Bruegel, giunge rapidamente alla conclusione: essa deve, per diventare accettabile, migliorata ancora approfonditamente nella sostanza. Così come presentata, esclude gli Stati del Partenariato continentale, che si staccano dalla libera circolazione delle persone, dalla partecipazione democratica nell’UE: diventerebbero membri paganti senza diritto di voto – ossia dei sudditi.  

* pr/us

15.09.2016 | 8967 Aufrufe